Riconoscere i segnali, ridurre i rischi: la prevenzione oncologica orale può salvare vite. Scopri come proteggerti.
I tumori del cavo orale rappresentano circa il 5% di tutti i tumori maligni. In Italia si registrano circa 4.500 nuovi casi all’anno. La diagnosi precoce è fondamentale: se identificati in fase iniziale, questi tumori hanno tassi di sopravvivenza molto elevati.
Purtroppo, troppo spesso la diagnosi avviene in fase avanzata, quando il trattamento è più complesso e la prognosi meno favorevole. La prevenzione primaria (riduzione dei fattori di rischio) e secondaria (diagnosi precoce) sono le nostre armi più efficaci.
I principali fattori di rischio per i tumori del cavo orale sono:
Attenzione: Il rischio di tumore orale nei fumatori che consumano anche alcol è fino a 15 volte superiore rispetto a chi non fuma e non beve.
Consulta il medico o il dentista se noti uno di questi segnali che persiste per più di 2-3 settimane:
Imparare a controllare regolarmente la propria bocca può aiutare a identificare precocemente anomalie. Ecco come fare:
Esegui l’autoesame una volta al mese e segnala al dentista qualsiasi anomalia.
Durante la visita odontoiatrica di routine, il dentista dovrebbe eseguire uno screening per il cancro orale. Questo controllo:
Chi ha fattori di rischio (fumatori, forti bevitori, precedenti lesioni) dovrebbe sottoporsi a controlli più frequenti.
Se diagnosticato precocemente (stadio I), il tumore del cavo orale ha tassi di sopravvivenza a 5 anni superiori all'80%. Purtroppo, molti casi vengono diagnosticati in fase avanzata, quando la prognosi è meno favorevole. Ecco perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono così importanti.
Le persone a maggior rischio sono: fumatori (anche ex fumatori), consumatori abituali di alcol, persone con infezione da HPV, chi ha una storia familiare di tumori, chi lavora esposto a sostanze chimiche, e gli over 50 (anche se l'incidenza sta aumentando nei giovani per l'HPV).
Il dentista può identificare lesioni sospette durante la visita di routine e indirizzare il paziente verso accertamenti diagnostici (biopsia). Non è in grado di fare una diagnosi di tumore, ma il suo ruolo nello screening è fondamentale.
Sono lesioni precancerose. La leucoplachia appare come una macchia bianca, l'eritroplachia come una macchia rossa. Non tutte evolvono in tumore, ma devono essere monitorate e, in alcuni casi, rimosse. Non tentare mai di rimuoverle da solo.
Assolutamente sì. Il rischio diminuisce progressivamente dopo la cessazione del fumo. Dopo 10-15 anni dall'ultima sigaretta, il rischio si avvicina a quello di chi non ha mai fumato. Non è mai troppo tardi per smettere.
I nostri esperti sono a disposizione per informazioni e proposte di collaborazione.